
Come al solito i siti italiani di servizi, siano essi della PA o di enti privati/pubblici, lasciano intendere che i test di usabilità nella terra del parmigiano non siano cosa!
La procedura di acquisto online di un biglietto sul portale Trenitalia mi segnala un'incongruenza tra il tipo di tariffa e il tipo di posto a sedere selezionati.
La mia domenda è: perché non impedirmi, allora, di incrociare i dati in questo modo?
Oppure, ancora meglio, perché non segnalarmi a monte quali scelte saranno inefficaci?
Anche perché la drop down list resta posizionata sull'item "incriminato" causando un nuovo rifiuto di validazione al tentativo di prosecuzione...
26 febbraio 2008
Corridoio o finestrino?
14 febbraio 2008
Inserisci il codice (se puoi) :-)
Perfino nel mondo dell'entertainment, per antonomasia molto attento al miglior coinvolgimento possibile dell'utente, si compiono grossolani errori di usabilità.
Porto qui ad esempio il frammento di uno spettacolare sito in flash dedicato ad un film hollywoodiano di prossima uscita...
Vuoi per il solito dannoso lavoro di localizzazione (il sito francese propone lo stesso errore), vuoi per la mancata inclusione del font utilizzato per la label dinamica, il danno a immagine e fruibilità è presto fatto.
Quel che è strano è che proprio una major americana come la Fox, tipicamente maniacale nell'attenzione agli aspetti "di facciata" e che da 4 mesi promuove il film con il consueto enorme impiego di risorse, possa trascurare un particolare così piccolo, ma così fastidioso.
Magari sarò io il solito pignolino... ma a me sembra che il dettaglio sia essenziale quando l'immagine è tutto.
07 febbraio 2008
Grazie.
29 gennaio 2008
Se non lo sai, sallo!
Devo verificare a che punto è una spedizione a mio favore...
Vado sul sito delle Poste Italiane: accedo, non prima di un po' di allegro tribolare, alla sezione "Dovequando"(!)...
Mi si presenta la scelta del tipo di spedizione, prima di poter inserire il codice di tracking.
Ok, si vede che il sistema è sufficientemente stupido da aver bisogno di un "filtro" umano... peccato che io non sappia con quale servizio sia stata fatta la spedizione.
Provo con "Postacelere1 Plus".
Il sistema mi avvisa che il codice inserito è dedicato a "Paccocelere1".
Ma allora sei Beeeeeeep!!!!!
Se lo sai fallo da solo, pezzo di markup che non sei altro!
Uno dei link in testa alla pagina recita "Di cosa hai bisogno?".
Di cosa ho bisogno?
Di qualcuno che faccia il proprio lavoro usando il cocomero che si trova tra le orecchie.
16 gennaio 2008
TecnoPackaging
No, non è uno strumento di tortura direttamente dalla Santa Inquisizione e non è un nuovo meccanismo per l'estrazione dei tuberi...
E' semplicemente una confezione!
Ingegnoso quanto folle, il contenitore custodisce una scatoletta, 10 volte più piccola, contenente a sua volta il vero prodotto: una card di memoria delle dimensioni di un pollice.
Già è irritante e sciocco dover pagare e buttare una confezione e soprattutto una confezione sproporzionata rispetto al contenuto (potrebbero consegnare le automobili avvolte da un funzionale container da trasporto navale o posizionate su una pratica bisarca)...
...ma ancora più sconcertante è il ravanare per 20 minuti (di orologio) prima di riuscire a estrarre il proprio acquisto da una macchinosa gabbia antitaccheggio!
Le istruzioni: strappare la linguetta "tappo" sul retro, rompere i sigilli al "cavaturaccioli", avvitare fino a completo allineamento della slitta con la finestra di apertura, estrarre il contenuto.
Esiste anche un modello con chiave simmetrica a 128bit e microtagliole per pollici.
Incredibile.
Mai visto un packaging tanto assurdo.

