07 febbraio 2008

Grazie.

Davvero... grazie Philips per la chiarezza.
Un po' come dire "Si desidera svoltare a destra? Se si desidera svoltare premere il clacson. Se non si desidera svoltare azionare il tergicristallo".
Mettere un bottone "Si" e uno "No" sarebbe stato tecnicamente troppo complesso?

29 gennaio 2008

Se non lo sai, sallo!

Devo verificare a che punto è una spedizione a mio favore...
Vado sul sito delle Poste Italiane: accedo, non prima di un po' di allegro tribolare, alla sezione "Dovequando"(!)...
Mi si presenta la scelta del tipo di spedizione, prima di poter inserire il codice di tracking.
Ok, si vede che il sistema è sufficientemente stupido da aver bisogno di un "filtro" umano... peccato che io non sappia con quale servizio sia stata fatta la spedizione.
Provo con "Postacelere1 Plus".
Il sistema mi avvisa che il codice inserito è dedicato a "Paccocelere1".
Ma allora sei Beeeeeeep!!!!!
Se lo sai fallo da solo, pezzo di markup che non sei altro!

Uno dei link in testa alla pagina recita "Di cosa hai bisogno?".
Di cosa ho bisogno?
Di qualcuno che faccia il proprio lavoro usando il cocomero che si trova tra le orecchie.

16 gennaio 2008

TecnoPackaging


No, non è uno strumento di tortura direttamente dalla Santa Inquisizione e non è un nuovo meccanismo per l'estrazione dei tuberi...
E' semplicemente una confezione!

Ingegnoso quanto folle, il contenitore custodisce una scatoletta, 10 volte più piccola, contenente a sua volta il vero prodotto: una card di memoria delle dimensioni di un pollice.

Già è irritante e sciocco dover pagare e buttare una confezione e soprattutto una confezione sproporzionata rispetto al contenuto (potrebbero consegnare le automobili avvolte da un funzionale container da trasporto navale o posizionate su una pratica bisarca)...
...ma ancora più sconcertante è il ravanare per 20 minuti (di orologio) prima di riuscire a estrarre il proprio acquisto da una macchinosa gabbia antitaccheggio!

Le istruzioni: strappare la linguetta "tappo" sul retro, rompere i sigilli al "cavaturaccioli", avvitare fino a completo allineamento della slitta con la finestra di apertura, estrarre il contenuto.
Esiste anche un modello con chiave simmetrica a 128bit e microtagliole per pollici.

Incredibile.
Mai visto un packaging tanto assurdo.

29 ottobre 2007

Quanto le devo? Ma come, non ha letto?


Chi mi sa dire quanto pago dopo aver lasciato l'auto al parcheggio dalle 22.45 all'1.30?
E' passato qualche mese, ma non ho ancora capito se mi hanno gabbato...
Vabbé, sarò tonto io.

P.S. Meno male che almeno gli accostamenti cromatici sono chiari, leggibili e inequivocabili.

Tirata d'orecchie

Belle "le Formelle".
Pratiche.
Comode.

«Nel forno a microonde permettono una cottura/riscaldamento dei cibi più veloce ed uniforme mantenendone l'umidità ed evitando schizzi e quindi noiose pulizie delle pareti».
Oddio... sono noiose anche le pulizie dei pavimenti quando la troppo molle formella si contorce ribelle e cerca il brivido dell'accelerazione a 9,8G con il suo (spesso unto) contenuto mangereccio.
«Nel freezer consentono di sovrapporre le Formelle per un ordinato stivaggio utilizzando correttamente tutto lo spazio».
Ohé... mica lavoro con Moira Orfei!
Cosa dovrebbe frenare "le Formelle" dallo slittare una sull'altra, complice l'inutile foglio chiamato ottimisticamente "coperchio"?

L'altro giorno mia mamma mi ha detto: "ma le hanno mai provate prima di metterle in commercio?".
Ha centrato il punto.
Come al solito si è costretti a chiedersi come si possa distribuire il risultato di una qualunque (anche minima) attività di progettazione senza prima assicurarsi che perlomeno si avvicini agli obiettivi sbandierati.

Mi torna in mente UHU, la colla che "non fa fili e non sporca".
Fin da bambino ho sempre pensato che la pubblicità fosse autoironica: non ho mai visto una colla che più di questa si avvicinasse agli gnocchi alla bava.

Ma tornando alle nostre brave "le Formelle"...

Attenzione, attenzione... una scritta in grassetto avvisa «Nell'utilizzo nel forno tradizionale TOGLIERE IL COPERCHIO».

Dormi sonni tranquilli, sig. Cuki: il coperchio si toglie da sé... anche quando non dovrebbe.

Si, perché la soluzione più arguta di questo manufatto geniale è proprio quella adottata per sigillare il tutto.
Quattro piccole orecchie, ancorate ai quattro vertici della vaschetta, dovrebbero bloccare il foglio superiore.
Peccato che i vertici siano... smussati!!!
E quindi il coperchio, più gli si tirano le orecchie, più ruota, scivola, scappa beffardamente da tutte le parti!