29 ottobre 2007

Tirata d'orecchie

Belle "le Formelle".
Pratiche.
Comode.

«Nel forno a microonde permettono una cottura/riscaldamento dei cibi più veloce ed uniforme mantenendone l'umidità ed evitando schizzi e quindi noiose pulizie delle pareti».
Oddio... sono noiose anche le pulizie dei pavimenti quando la troppo molle formella si contorce ribelle e cerca il brivido dell'accelerazione a 9,8G con il suo (spesso unto) contenuto mangereccio.
«Nel freezer consentono di sovrapporre le Formelle per un ordinato stivaggio utilizzando correttamente tutto lo spazio».
Ohé... mica lavoro con Moira Orfei!
Cosa dovrebbe frenare "le Formelle" dallo slittare una sull'altra, complice l'inutile foglio chiamato ottimisticamente "coperchio"?

L'altro giorno mia mamma mi ha detto: "ma le hanno mai provate prima di metterle in commercio?".
Ha centrato il punto.
Come al solito si è costretti a chiedersi come si possa distribuire il risultato di una qualunque (anche minima) attività di progettazione senza prima assicurarsi che perlomeno si avvicini agli obiettivi sbandierati.

Mi torna in mente UHU, la colla che "non fa fili e non sporca".
Fin da bambino ho sempre pensato che la pubblicità fosse autoironica: non ho mai visto una colla che più di questa si avvicinasse agli gnocchi alla bava.

Ma tornando alle nostre brave "le Formelle"...

Attenzione, attenzione... una scritta in grassetto avvisa «Nell'utilizzo nel forno tradizionale TOGLIERE IL COPERCHIO».

Dormi sonni tranquilli, sig. Cuki: il coperchio si toglie da sé... anche quando non dovrebbe.

Si, perché la soluzione più arguta di questo manufatto geniale è proprio quella adottata per sigillare il tutto.
Quattro piccole orecchie, ancorate ai quattro vertici della vaschetta, dovrebbero bloccare il foglio superiore.
Peccato che i vertici siano... smussati!!!
E quindi il coperchio, più gli si tirano le orecchie, più ruota, scivola, scappa beffardamente da tutte le parti!

19 febbraio 2007

All Starts Here

Questo post, anziché commentare odierne diavolerie d'uso comune, vuole ricordare due oggetti da annoverare sicuramente tra le (molte, ma non moltissime) invenzioni che hanno rivoluzionato l'Interazione Uomo Macchina.

Il primo è, simbolicamente, il mouse dello Xerox Alto.
Questa macchina fu sviluppata al Xerox PARC nel 1973: si trattò del primo personal computer a utilizzare la metafora della scrivania, e a essere dotato di una interfaccia grafica (GUI).

L'invenzione del mouse è in realtà precedente di qualche anno: l'ideatore di questo supporto tecnologico si chiama Douglas Engelbart, nato nel 1925, fondatore dell'Augmentation Research Center.
Ideò il progetto NLS ("oNLine System"): computer come estensioni delle capacità cognitive e di comunicare.
Il 21 giugno 1967 ottenne il brevetto per il suo indicatore di posizione X-Y per display: il "mouse".
Il computer cominciò a trasformarsi da oscura macchina tecnologica per pochi esperti a strumento accessibile e general purpose.



Il secondo è il primo telecomando senza fili... e senza batterie!
Si tratta dello Zenith Space Control: funzionava senza alcun tipo di alimentazione e con un semplice sistema meccanico che si rivelò efficace. Premendo i tasti del telecomando, si attivavano martelletti che colpivano barrette di alluminio, inviando suoni ad alta frequenza che il televisore recepiva come comandi.

Correva l'anno 1955 e il Dr. Robert Adler, viennese classe 1913, avviava un progetto di comando a distanza basato sull'uso, per la prima volta in ambito domestico, degli ultrasuoni.
Nel 1956 lo "Space Control" divenne realtà e la sua commercializzazione ottenne grande successo sbaragliando prodotti concorrenti poco funzionali.
Si avviava una nuova epoca in cui la User Interaction poteva espandersi oltre i costrittivi vincoli di prossimità e contatto tra l'utente e la macchina.

20 dicembre 2006

Ascolta un cretino...

Sono un cretino.
Questo prodotto dovrebbe essere per me.
O almeno... anche per me.
Se c'è scritto "Apri Facile", sarà a prova di idiota.

Macché, vista la mancanza di una linguetta appositamente studiata, per accedere all'agognato contenuto del barattolo (manco fosse oro) ci sono tre possibilità, di cui nessuna "facile":

- si armeggia con pazienza sul bordino (1mm) della pellicola finché si riesce ad afferrarlo e tirarlo; consigliate le pinzette

- si pianta la punta di una forbice o di un coltello nel bel mezzo della superficie

- si preme con forza ai lati del barattolo finché non esplode (effetto collaterale, la nuvola di polvere che ricopre la cucina)

A onor del vero l'apertura è meno difficoltosa di quella di altri prodotti: ricordo per esempio che il barattolo di una nota ricotta dispone si di linguetta, ma la pellicola è talmente "vulcanizzata" con il contenitore che puntualmente la sottile appendice si strappa e bisogna ricorrere al metodo del coltello (vd. sopra).

Capisco anche che non sarebbe stato pratico scrivere "Apertura non facilissima, ma più facile di quella di altre confezioni".
Ma allora non scrivete nulla! Perché blandire con uno slogan spudoratamente menzognero?!?
Tanto ho già comprato il prodotto, mica dovete convincere il cretino di turno...

P.S. Osservando meglio, vedo ora che la scritta è in realtà "APRI - FACILE"... non significherà mica "apri meno facile" = "più difficile"?!?!?!?! =:-O

14 dicembre 2006

Ancora Newton (maledetto!)

Pubblico volentieri segnalazione e foto fornitemi da R.
Trattasi di praticissima borsa per macchina fotografica.
Viste le dimensioni generose, si suppone che sia stata ideata per accogliere reflex e non per compatte.
Peccato che un corpo macchina di peso tutt'altro che inusuale, sia sufficiente a ribaltare sottosopra il contenitore contando sull'efficace centro di rotazione dei moschettoni.
Ma chissà per quale motivo sono stati cuciti a metà della borsa e non in cima...
Speriamo solo che R. si ricordi sempre di chiudere la cerniera!
(è così distratto...)

15 maggio 2006

Viaggio senza vento

Trovo inusuale l'implementazione dei comandi per il controllo della ventilazione di quest'auto.
Solitamente, per la mia esperienza, il flusso d'aria è controllato da una manopola a scatti, come in questo caso, ma la selezione aria esterna / ricircolo è possibile tramite leva a due posizioni (sotanzialmente aperto / chiuso).
Ovviamente parlo dei veicoli di fascia economica: su quelli più costosi e curati i comandi di questo tipo sono elettronici.
In questo caso un'unica manopola controlla velocità e ingresso dell'aria : 5 scatti nel semiquadrante destro per l'aria esterna, 5 nel sinistro per il ricircolo.
Non saprei dire se si tratta di una soluzione pessima o geniale.
Probabilmente nè l'una nè l'altra.
E' comoda ed economica (anche in senso di spazio occupato) l'idea di raccogliere in un unico comando due funzionalità relative allo stesso ambito.
E' però concettualmente scorretto obbligare a "rivedere" il flusso dell'aria ogni qualvolta si debba scegliere da dove debba venire quest'aria.
Oltretutto è stata realizzata male la grafica: non è immediato capire che le icone dei due quadranti occupano la posizione zero
della scala.