16 ottobre 2012

Il calzolaio con le scarpe rotte

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione ci fa sapere che è partito il Gruppo di Lavoro per l'Usabilità (GLU).
Si occuperà di monitorare e sostenere il rispetto delle linee guida sull'usabilità per i siti web delle Pubbliche Amministrazioni.
Compito nobile e condivisibile.


Ecco... Chi fa notare al gruppo di esperti che i LINK dell'articolo e di tutto il sito http://www.funzionepubblica.gov.it sono in grigio scuro e senza sottolineatura, in opposizione ai più basilari principi di usabilità?

Sento odore di autogol... ;-)


28 maggio 2012

Sette meno meno

I benchmark sono sempre stati chiodo fisso dei nerd...
C'è stato un tempo in cui anch'io ero affetto da ansia da prestazione.
Un po' di anni fa. Soprattutto con il buon vecchio Amiga, oggetto di impianti multipli alla Frankenstein.

Ero e resto nerd, ahimé, ma i GHz e i gigaFlops oggi mi interessano meno: "basta che funzioni".
Dopo aver installato un disco SSD al posto del vecchio HDD, ho voluto però lanciare il test nativo di Windows 7.
E mi è caduto l'occhio sulla scala delle prestazioni:


Da 1,0 a 7,9?!?
Ehi M$, perché???
Pareva brutto un classico da 1 a 10?
O da 0 a 1.
O, al massimo, da 1 a 5. Cifra tonda, insomma.
Per carità, decimali intermedi compresi...
Ma 7,9 è davvero un fondo scala troppo nerd. ;-)

Per la cronaca...
Ho preso un discreto 6,8: qualcosa tipo 7--.
Prima dell'aggiornamento hardware era 6,5 (mi pare di ricordare).
Ma il PC ha guadagnato una reattività e un'immediatezza d'uso da pieni voti.
Credo che continuerò a fidarmi della percezione d'uso, in barba ai numeri!

21 gennaio 2012

L'insostenibile inusabilità della marmellata

Dite ch'è pedanteria parlare di inusabilità a proposito della marmellata?
È che mi provocano.
Sull'etichetta c'è scritto "frutta da spalmare"... E invece è quasi da bere tanto è liquida.
Ottima, per carità, ma non c'è verso di farla stare su un bel biscotto senza che coli sulle dita, sul tavolo e nella tazza.
Come al solito gli slogan millantano qualità illusorie. Promesse non mantenute.
Un buon prodotto non dovrebbe aver bisogno di claim. Soprattutto se falsi.
E men che meno sulla confezione, dove dovrebbero trovare posto solo le informazioni di legge sul contenuto.

Ma parliamo del barattolo.
E qui di usabilità si può discettare in senso proprio.
Bel design, si direbbe. All'italiana.
In realtà si tratta di un pessimo design, inteso correttamente come progettazione.
Un kg di barattolo per 330g di contenuto!
Pesantissimo e decisamente scomodo da impugnare, con le sue spigolosità.
Per non parlare del tappo: troppo sottile e troppo "interno" alla sezione orizzontale per poter essere afferrato agevolmente.
Solo un bel barattolo, insomma.

Beh... Andrò a bermi una tazzina di marmellata. :-)

23 giugno 2009

Impara a imparare

E' paradossale, eppure i siti orientati all'apprendimento dei più grandi nomi del software... sono inutilizzabili senza istruzioni!
Parlo del nuovo portale di Adobe dedicato agli eSeminar e di quello di Microsoft dedicato agli eventi.

Il primo presenta un front-end vetusto nel quale la navigazione funge da bieco pretesto per l'implementazione di puerili animazioni.
Il design è pessimo, ma quel che è più grave e che è scomodo cercare i seminari e ancor di più aderirvi.
Non mancano, oltretutto, le bug (ottenuta con una semplice ricerca libera dopo aver selezionato un eseminar):



Il secondo, com'è tradizione per il colosso di Redmond, presenta una complessità di navigazione e selezione dei (tantissimi) contenuti tale da scoraggiarne l'utilizzo.
Tanto per fare un paio di esempi:
- Alla selezione di un evento (sia questo una convention piuttosto che un webcast) si richiede la compilazione di un corposo form di iscrizione preceduto dalla dicitura:
"Si prega di compilare il seguente modulo in linea. Qualora non si desideri inviare le informazioni, fare clic su Annulla".
Uhm... ok, e poi che succede? Penso... ok, si vede che non è necessario compilare il form per accedere alla risorsa. Sbagliato. L'"Annulla" riporta indietro alla pagina dell'evento.
Allora mi chiedo, non sarebbe stato più semplice e diretto annunciare: "Per completare la registrazione all'evento è necessario compilare il seguente modulo in linea" e lasciare allo stesso tasto "Annulla" il significato di "non inviare le informazioni"?!
- Fantastico il sistema di ricerca di eventi e webcast: una monumentale accozzaglia di filtri di ricerca, tutti allo stesso livello, inadeguata al reperimento di ciò che interessa.
Mi si dovrebbe spiegare a cosa serve il campo "Località" per i webcast... e a cosa serve tout court il campo "Data fine"... e per quale motivo i campi dedicati al contenuto (ciò che conta davvero) siano relegati in fondo.
Oltretutto il set di risultati non è tipizzato (non posso distinguere tra un webcast e un evento live finchè non chiedo il dettaglio) e non è raffinabile attraverso nessuno dei moderni meccanismi ormai adottati nel mondo del web2.0!



Quanta fatica per imparare a imparare...

13 febbraio 2009

Abbi Dubbi



Segnaletica e usabilità...

26 febbraio 2008

Corridoio o finestrino?


Come al solito i siti italiani di servizi, siano essi della PA o di enti privati/pubblici, lasciano intendere che i test di usabilità nella terra del parmigiano non siano cosa!
La procedura di acquisto online di un biglietto sul portale Trenitalia mi segnala un'incongruenza tra il tipo di tariffa e il tipo di posto a sedere selezionati.
La mia domenda è: perché non impedirmi, allora, di incrociare i dati in questo modo?
Oppure, ancora meglio, perché non segnalarmi a monte quali scelte saranno inefficaci?
Anche perché la drop down list resta posizionata sull'item "incriminato" causando un nuovo rifiuto di validazione al tentativo di prosecuzione...

14 febbraio 2008

Inserisci il codice (se puoi) :-)

Perfino nel mondo dell'entertainment, per antonomasia molto attento al miglior coinvolgimento possibile dell'utente, si compiono grossolani errori di usabilità.
Porto qui ad esempio il frammento di uno spettacolare sito in flash dedicato ad un film hollywoodiano di prossima uscita...
Vuoi per il solito dannoso lavoro di localizzazione (il sito francese propone lo stesso errore), vuoi per la mancata inclusione del font utilizzato per la label dinamica, il danno a immagine e fruibilità è presto fatto.
Quel che è strano è che proprio una major americana come la Fox, tipicamente maniacale nell'attenzione agli aspetti "di facciata" e che da 4 mesi promuove il film con il consueto enorme impiego di risorse, possa trascurare un particolare così piccolo, ma così fastidioso.
Magari sarò io il solito pignolino... ma a me sembra che il dettaglio sia essenziale quando l'immagine è tutto.

07 febbraio 2008

Grazie.

Davvero... grazie Philips per la chiarezza.
Un po' come dire "Si desidera svoltare a destra? Se si desidera svoltare premere il clacson. Se non si desidera svoltare azionare il tergicristallo".
Mettere un bottone "Si" e uno "No" sarebbe stato tecnicamente troppo complesso?

29 gennaio 2008

Se non lo sai, sallo!

Devo verificare a che punto è una spedizione a mio favore...
Vado sul sito delle Poste Italiane: accedo, non prima di un po' di allegro tribolare, alla sezione "Dovequando"(!)...
Mi si presenta la scelta del tipo di spedizione, prima di poter inserire il codice di tracking.
Ok, si vede che il sistema è sufficientemente stupido da aver bisogno di un "filtro" umano... peccato che io non sappia con quale servizio sia stata fatta la spedizione.
Provo con "Postacelere1 Plus".
Il sistema mi avvisa che il codice inserito è dedicato a "Paccocelere1".
Ma allora sei Beeeeeeep!!!!!
Se lo sai fallo da solo, pezzo di markup che non sei altro!

Uno dei link in testa alla pagina recita "Di cosa hai bisogno?".
Di cosa ho bisogno?
Di qualcuno che faccia il proprio lavoro usando il cocomero che si trova tra le orecchie.

16 gennaio 2008

TecnoPackaging


No, non è uno strumento di tortura direttamente dalla Santa Inquisizione e non è un nuovo meccanismo per l'estrazione dei tuberi...
E' semplicemente una confezione!

Ingegnoso quanto folle, il contenitore custodisce una scatoletta, 10 volte più piccola, contenente a sua volta il vero prodotto: una card di memoria delle dimensioni di un pollice.

Già è irritante e sciocco dover pagare e buttare una confezione e soprattutto una confezione sproporzionata rispetto al contenuto (potrebbero consegnare le automobili avvolte da un funzionale container da trasporto navale o posizionate su una pratica bisarca)...
...ma ancora più sconcertante è il ravanare per 20 minuti (di orologio) prima di riuscire a estrarre il proprio acquisto da una macchinosa gabbia antitaccheggio!

Le istruzioni: strappare la linguetta "tappo" sul retro, rompere i sigilli al "cavaturaccioli", avvitare fino a completo allineamento della slitta con la finestra di apertura, estrarre il contenuto.
Esiste anche un modello con chiave simmetrica a 128bit e microtagliole per pollici.

Incredibile.
Mai visto un packaging tanto assurdo.

29 ottobre 2007

Quanto le devo? Ma come, non ha letto?


Chi mi sa dire quanto pago dopo aver lasciato l'auto al parcheggio dalle 22.45 all'1.30?
E' passato qualche mese, ma non ho ancora capito se mi hanno gabbato...
Vabbé, sarò tonto io.

P.S. Meno male che almeno gli accostamenti cromatici sono chiari, leggibili e inequivocabili.

Tirata d'orecchie

Belle "le Formelle".
Pratiche.
Comode.

«Nel forno a microonde permettono una cottura/riscaldamento dei cibi più veloce ed uniforme mantenendone l'umidità ed evitando schizzi e quindi noiose pulizie delle pareti».
Oddio... sono noiose anche le pulizie dei pavimenti quando la troppo molle formella si contorce ribelle e cerca il brivido dell'accelerazione a 9,8G con il suo (spesso unto) contenuto mangereccio.
«Nel freezer consentono di sovrapporre le Formelle per un ordinato stivaggio utilizzando correttamente tutto lo spazio».
Ohé... mica lavoro con Moira Orfei!
Cosa dovrebbe frenare "le Formelle" dallo slittare una sull'altra, complice l'inutile foglio chiamato ottimisticamente "coperchio"?

L'altro giorno mia mamma mi ha detto: "ma le hanno mai provate prima di metterle in commercio?".
Ha centrato il punto.
Come al solito si è costretti a chiedersi come si possa distribuire il risultato di una qualunque (anche minima) attività di progettazione senza prima assicurarsi che perlomeno si avvicini agli obiettivi sbandierati.

Mi torna in mente UHU, la colla che "non fa fili e non sporca".
Fin da bambino ho sempre pensato che la pubblicità fosse autoironica: non ho mai visto una colla che più di questa si avvicinasse agli gnocchi alla bava.

Ma tornando alle nostre brave "le Formelle"...

Attenzione, attenzione... una scritta in grassetto avvisa «Nell'utilizzo nel forno tradizionale TOGLIERE IL COPERCHIO».

Dormi sonni tranquilli, sig. Cuki: il coperchio si toglie da sé... anche quando non dovrebbe.

Si, perché la soluzione più arguta di questo manufatto geniale è proprio quella adottata per sigillare il tutto.
Quattro piccole orecchie, ancorate ai quattro vertici della vaschetta, dovrebbero bloccare il foglio superiore.
Peccato che i vertici siano... smussati!!!
E quindi il coperchio, più gli si tirano le orecchie, più ruota, scivola, scappa beffardamente da tutte le parti!

19 febbraio 2007

All Starts Here

Questo post, anziché commentare odierne diavolerie d'uso comune, vuole ricordare due oggetti da annoverare sicuramente tra le (molte, ma non moltissime) invenzioni che hanno rivoluzionato l'Interazione Uomo Macchina.

Il primo è, simbolicamente, il mouse dello Xerox Alto.
Questa macchina fu sviluppata al Xerox PARC nel 1973: si trattò del primo personal computer a utilizzare la metafora della scrivania, e a essere dotato di una interfaccia grafica (GUI).

L'invenzione del mouse è in realtà precedente di qualche anno: l'ideatore di questo supporto tecnologico si chiama Douglas Engelbart, nato nel 1925, fondatore dell'Augmentation Research Center.
Ideò il progetto NLS ("oNLine System"): computer come estensioni delle capacità cognitive e di comunicare.
Il 21 giugno 1967 ottenne il brevetto per il suo indicatore di posizione X-Y per display: il "mouse".
Il computer cominciò a trasformarsi da oscura macchina tecnologica per pochi esperti a strumento accessibile e general purpose.



Il secondo è il primo telecomando senza fili... e senza batterie!
Si tratta dello Zenith Space Control: funzionava senza alcun tipo di alimentazione e con un semplice sistema meccanico che si rivelò efficace. Premendo i tasti del telecomando, si attivavano martelletti che colpivano barrette di alluminio, inviando suoni ad alta frequenza che il televisore recepiva come comandi.

Correva l'anno 1955 e il Dr. Robert Adler, viennese classe 1913, avviava un progetto di comando a distanza basato sull'uso, per la prima volta in ambito domestico, degli ultrasuoni.
Nel 1956 lo "Space Control" divenne realtà e la sua commercializzazione ottenne grande successo sbaragliando prodotti concorrenti poco funzionali.
Si avviava una nuova epoca in cui la User Interaction poteva espandersi oltre i costrittivi vincoli di prossimità e contatto tra l'utente e la macchina.

20 dicembre 2006

Ascolta un cretino...

Sono un cretino.
Questo prodotto dovrebbe essere per me.
O almeno... anche per me.
Se c'è scritto "Apri Facile", sarà a prova di idiota.

Macché, vista la mancanza di una linguetta appositamente studiata, per accedere all'agognato contenuto del barattolo (manco fosse oro) ci sono tre possibilità, di cui nessuna "facile":

- si armeggia con pazienza sul bordino (1mm) della pellicola finché si riesce ad afferrarlo e tirarlo; consigliate le pinzette

- si pianta la punta di una forbice o di un coltello nel bel mezzo della superficie

- si preme con forza ai lati del barattolo finché non esplode (effetto collaterale, la nuvola di polvere che ricopre la cucina)

A onor del vero l'apertura è meno difficoltosa di quella di altri prodotti: ricordo per esempio che il barattolo di una nota ricotta dispone si di linguetta, ma la pellicola è talmente "vulcanizzata" con il contenitore che puntualmente la sottile appendice si strappa e bisogna ricorrere al metodo del coltello (vd. sopra).

Capisco anche che non sarebbe stato pratico scrivere "Apertura non facilissima, ma più facile di quella di altre confezioni".
Ma allora non scrivete nulla! Perché blandire con uno slogan spudoratamente menzognero?!?
Tanto ho già comprato il prodotto, mica dovete convincere il cretino di turno...

P.S. Osservando meglio, vedo ora che la scritta è in realtà "APRI - FACILE"... non significherà mica "apri meno facile" = "più difficile"?!?!?!?! =:-O

14 dicembre 2006

Ancora Newton (maledetto!)

Pubblico volentieri segnalazione e foto fornitemi da R.
Trattasi di praticissima borsa per macchina fotografica.
Viste le dimensioni generose, si suppone che sia stata ideata per accogliere reflex e non per compatte.
Peccato che un corpo macchina di peso tutt'altro che inusuale, sia sufficiente a ribaltare sottosopra il contenitore contando sull'efficace centro di rotazione dei moschettoni.
Ma chissà per quale motivo sono stati cuciti a metà della borsa e non in cima...
Speriamo solo che R. si ricordi sempre di chiudere la cerniera!
(è così distratto...)

15 maggio 2006

Viaggio senza vento

Trovo inusuale l'implementazione dei comandi per il controllo della ventilazione di quest'auto.
Solitamente, per la mia esperienza, il flusso d'aria è controllato da una manopola a scatti, come in questo caso, ma la selezione aria esterna / ricircolo è possibile tramite leva a due posizioni (sotanzialmente aperto / chiuso).
Ovviamente parlo dei veicoli di fascia economica: su quelli più costosi e curati i comandi di questo tipo sono elettronici.
In questo caso un'unica manopola controlla velocità e ingresso dell'aria : 5 scatti nel semiquadrante destro per l'aria esterna, 5 nel sinistro per il ricircolo.
Non saprei dire se si tratta di una soluzione pessima o geniale.
Probabilmente nè l'una nè l'altra.
E' comoda ed economica (anche in senso di spazio occupato) l'idea di raccogliere in un unico comando due funzionalità relative allo stesso ambito.
E' però concettualmente scorretto obbligare a "rivedere" il flusso dell'aria ogni qualvolta si debba scegliere da dove debba venire quest'aria.
Oltretutto è stata realizzata male la grafica: non è immediato capire che le icone dei due quadranti occupano la posizione zero
della scala.

12 maggio 2006

Lucy in The Sky With Diamonds

Suppongo che il progettista abbia assunto grandi quantità di acido lisergico per avere una visione di tale portata...
La cosa grave è che probabilmente abbia partecipato al festino l'intero team che ha portato alla progettazione, ingegnerizzazione e produzione di questo PC... peraltro di un marchio abbastanza conosciuto e diffuso.

Come sempre sorge spontaneo un potente quanto semplice "ma perché?!?!?!?!?".

Perché hanno pensato di nascondere porte e spinotti (encomiabile volontà di "clean design" oltreché di pudicizia) dietro un polimerico e pericolante sportellone a ribalta?

Perché incernierare l'orribile "scudo" nella parte alta?

Perché gli utili orifizi, già puniti come cosa da nascondere, sono stati anche annegati tra scalini, interstizi e polvere da ventola di raffreddamento?

La domanda immediatamente successiva è:

Qualcuno ha provato a inserire il jack della cuffia nel suo complementare femminile o a sfruttare la versatilità e praticità dell'onnipresente chiavetta USB?

Evidentemente no.
A nessuno piace restare con la faccia a terra tra i riccioli di polvere del salubre ambiente lavorativo nel vano tentativo di "infilare" un buco reticente...
...a meno che non abbia gusti... particolari... o non sia gioiosamente stordito dall'LSD.

17 marzo 2006

Il posto più morbido dove mettere... i piedi

Passando davanti alla vetrina di un negozio di casalinghi attira la mia attenzione questo aggeggio colorato.
Trattasi di bilancia!
Per essere simpatica è simpatica, ma dove metto i piedi?
Sul faccione bitorzoluto del porcello?
Bah... magari è anche precisa... se si riesce a trovare una posizione stabile verticale.

14 marzo 2006

Altro giro altro gancio

Stessa funzione, stessa forma e stessi principi del gancio menzionato nel post precedente.

Ma con alcuni accorgimenti che... fanno la differenza!

Il perno pare lavorato con più cura e con una forma leggermente meno "consumabile", ma soprattutto è stato aggiunto un seeger (un anello di arresto) efficacissimo.

Anche il moschettone è studiato in modo abbastanza originale: il sistema di chiusura va fatto scorrere verso il basso invece che tirato verso l'esterno o spinto all'interno come d'abitudine.
Questo dovrebbe evitare lo sgancio involontario.

C'è anche da dire che il materiale con cui è costruito questo oggetto è sicuramente più pregiato. Probabilmente una lega.

Perché si progettano, si producono e soprattutto si vendono due manufatti equivalenti, ma di cui uno è oggettivamente più efficace?
Beh, credo che il fattore principale sia il costo, anche se le differenze potrebbero essere minime, ma sulla quantità...

E poi è colpa nostra!
Come suggerisce Donald Norman, se smettessimo di comprare un prodotto pensato e/o realizzato male, forse designer, progettisti e produttori smetterebbero di disegnare, progettare e produrre prodotti che non centrano gli obiettivi per la soddisfazione dei quali dovrebbero esistere.

09 marzo 2006

Tutta colpa di Newton

Si tratta di un gancio per la cinghia di una borsa da ufficio.
Il moschettone è vincolato alla fibbia tramite un perno svasato che si infila in un'asola allo scopo di permettere la rotazione.



Ora... la soluzione è semplice e funzionale, ma per la miseria... nessuno ha spiegato a questi signori che la borsa spesso è piena e la forza di gravità fa il suo mestiere con totale e costante abnegazione?!?!?!
Pesa oggi, ruota domani... ruota oggi, pesa domani... la svasatura si erode e si assottiglia e il gancio si sgancia.